25 maggio 2008

 

Via Giorgio Almirante, terrorista


In molti hanno scritto dell’Almirante antisemita e dell’Almirante massacratore repubblichino e ci vuole un tir di Maalox (o lo stomaco di Veltroni, “nulla fermerà il dialogo con il PDL”) per mandarlo giù. Ben pochi invece si sono soffermati sul fatto che Giorgio Almirante fu amnistiato solo perché ultrasettantenne dal reato di favoreggiamento aggravato agli autori della strage di Peteano, nella quale tre carabinieri furono fatti saltare in aria. Giorgio Almirante, il grande statista al quale Gianfranco Fini rende omaggio e Gianni Alemanno vuol dedicare una strada romana, per la legge italiana è però un terrorista complice dell’assassinio di tre carabinieri. Ecco tutta la storia.

http://www.gennarocarotenuto.it/2417-via-giorgio-almirante-terrorista


22 maggio 2008

 

MARCIRE AL PASSO DELL'OCA

da http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/giap22_VIIIa.htm#editoriale


Gente sempliceMARCIRE AL PASSO DELL'OCA
Appunti dal Paese Semplice

Alla fine il Paese Semplice è arrivato.
Anzi, meglio, il Paese Semplificato. Chi si auspicava questo esito ha il diritto di festeggiare. Non importa quale schieramento si sia sostenuto, e infatti sono in tanti a rallegrarsi per la fine delle contrapposizioni frontali: si saluta una nuova stagione, non avrà più spazio la "demonizzazione" dell'avversario politico.
Con ritrovata serenità si marcia sui campi nomadi, semplici molotov vengono tirate in svariate regioni da nord a sud. Si annunciano sereni e pacati pogrom. La fiammella accesa mesi addietro con link l'appello "Il Triangolo Nero" non poteva che essere profetica, e non consola il constatarlo né l'avere intuito che etc.
Cazzotti sciolti, calcioni in libertà, rilassati pestaggi nazisti lasciano morto un ragazzo per strada a Verona. Codino di merda, chi cazzo sei? Ti ammazzo.
Semplici adolescenti dell'estremo sud si rompono i coglioni di una loro amichetta? Ti cancello e ti butto in un pozzo.
Semplificare.
L'immondizia di Napoli deve scomparire. In che modo? Per finire dove? Non è il caso di complicare le cose, per favore badiamo al sodo. E i clandestini? Sono un problema e vanno eliminati.
Si apre una nuova stagione. Stagione lunga, che ha davanti a sé il tempo di lustri e generazioni. La contingenza non può più essere la priorità.
L'emergenza è finita.

La zona dove abito verrà presto chiusa alle auto.
Un mese fa su vetrine, muri e parabrezza del quartiere sono comparsi i cartelli, "No alla pedonalizzazione".
L'altra sera il comitato del No ha convocato un’assemblea per decidere che fare.
Ci sono andato. Ho alzato la mano e ho spiegato che a me la zona pedonale piace, anche se ho due bimbi piccoli e spesso girare in auto mi diventa necessario.
Mi hanno ascoltato per un minuto, incapaci di capire se fossi lì per sfotterli oppure per sbaglio. Poi un signore garbato mi ha interrotto e mi ha spiegato che quella non era una riunione per confrontarsi, ma per decidere come contestare il provvedimento.
Allora mi sono scusato e ho chiesto se la riunione di confronto l'avessero già fatta o messa in programma, perché ci tenevo davvero a spiegare le mie ragioni.
Mi ha risposto una signora, scandendo le parole come si fa con gli stranieri.
- Noi siamo già contrari. A che ci serve parlarne ancora?

Prima Regola: eliminare il dubbio. Il Paese Semplice è un paese a priori.

Uscito dalla riunione, sulla strada di casa, passo davanti ai tavolini di un bar e inciampo in una frase, buttata in mezzo al portico da una ragazza giovane, segni particolari nessuno.
- Certo, - dice con il tono di chi fa una concessione - però gli zingari sono zingari.

Seconda Regola: ridurre il mondo a verità necessarie. X è sempre uguale a X. Il Paese Semplice ammette solo identità.

reductio ad hitlerumAscolto spesso i discorsi del prossimo. In treno, se non ho un paio di cuffie da infilarmi nelle orecchie, sono incapace di leggere, troppo attento a quel che dicono i vicini. A volte mi faccio contagiare anch'io dalla voglia di semplicità. Immagino di essere un agente segreto, assoldato per schedare i responsabili di determinate frasi in stile Borghezio. A seconda del sogno, le persone che segnalo vengono poi deportate in Libia oppure private del diritto di voto. Lo so che non va bene, e infatti mi sveglio, mi schiaffeggio e poi rido della contraddizione: deportare i razzisti o convincerli con la forza.
Il problema è che altri fanno sogni peggiori e non si svegliano affatto.
Ti ammazzano di botte perché hai il codino e non offri una sigaretta.
Ti buttano in un pozzo perché forse sei incinta e gli incasini la vita.
Ti bruciano la casa perché sei rom, o romeno, insomma, quella roba lì.
Tutto pur di restare in pace, al sicuro, lontano dal conflitto.
Una ragazza mi supera a passo veloce. Discute con un amico, forse il fidanzato.
- Che poi i dati delle questure parlano chiaro:link non risulta che un bambino sia mai stato rapito dagli zingari. E' una leggenda metropolitana.
Mi metto a correre, la raggiungo, le stringo la mano e prima che il tipo mi metta le mani addosso, sono più o meno in ginocchio che la ringrazio e le chiedo se per caso non ha voglia di andare a parlare con un'altra ragazza, seduta al bar pochi metri più indietro.
Poi arrivo a casa e c’è la tivù accesa sul programma di Santoro.
Castelli, Lega Nord, messo alle strette sulla questione clandestini, si agita.
- La gente ci ha votato per questo - taglia corto - e noi andremo avanti.

Terza Regola: eliminare le minoranze. Nel Paese Semplice democrazia fa rima con maggioranza.

A seguire parte un servizio, credo girato in Romagna, credo per dimostrare che anche i bonari comunisti d'antan non ne possono più degli stranieri. Forse vale la pena ricordare che in provincia di Bologna il giornale più venduto è sempre stato il Resto del Carlino, anche quando il direttore era un entusiasta della Repubblica di Salò. E l’espressione maruchèin (marocchino = meridionale) non è mai stata un complimento, da queste parti.
Intervistano un tizio che con l'aria dell'illuminista sostiene:
- Quelli che lavorano è giusto che restino. Ma i clandestini no, quelli fuori.
Milioni di italiani, di destra o di sinistra, sottoscriverebbero una frase del genere, sentendosi più o meno nipotini di Voltaire.
Se capisco bene, l'uomo che la pronuncia è appena uscito da una fabbrica. Lavora lì insieme a molti stranieri, in gran parte senza permesso di soggiorno. Solo che nella sua cornice mentale clandestino significa "senza lavoro" e non è disposto a modificarla nemmeno davanti ai fatti. D’altra parte qualunque teoria può essere difesa dall’attacco della realtà. Copernico rigettò il sistema tolemaico non perché non riuscisse a spiegare nuovi fenomeni, ma perché per farlo aveva bisogno di calcoli troppo complessi. Il problema non è la scomparsa dei fatti, ma l'uso di un linguaggio allo stesso tempo troppo semplice e troppo oscuro per poterli descrivere.

Quarta Regola: eliminare le informazioni. Il Paese Semplice ammette solo tautologie.

Ci sono leggi che si scrivono per sancire l'illegalità, l'arbitrio, l'assenza di diritto.
L'attuale legislazione italiana in materia di immigrazione dai paesi extra-comunitari (promulgata da un governo di centrodestra e lasciata tale e quale dal governo di centrosinistra) è un caso paradigmatico.
La legge Bossi-Fini stabilisce che per ottenere un permesso di soggiorno è necessario avere un contratto di lavoro. Ma per avere un contratto è inevitabile... venire in Italia. Ovvero entrare clandestinamente, trovare un datore di lavoro disponibile, il quale spedirà una formale richiesta di assunzione all'ambasciata italiana nel paese d'origine, fingendo di non avere già in organico il lavoratore (in nero). Il quale lavoratore dovrà poi tornare al suo paese a proprie spese, fingere a sua volta di non essere mai entrato clandestinamente in Italia, presentarsi all'ambasciata italiana per ottenere i documenti e quindi rientrare in Italia da regolare.
Che l'iter sia questo lo sanno anche i sassi, ma tutti, dai legislatori alle autorità preposte al personale diplomatico, fino ai diretti interessati, fanno finta di niente. Nessuno affiderebbe la cura dei propri anziani o della propria casa a un estraneo, che in teoria dovrebbe vivere a Kiev, a Bucarest o a Manila. Vogliamo parlarci, vederla in faccia, la persona che cambierà il pannolone a nostra nonna, sapere qualcosa di lei, prima di assumerla, metterla in regola (ammesso che si sia disposti a farlo). E possiamo scommettere che anche l'impresa edile che ci ristruttura casa non ha assunto il muratore rumeno sulla parola, scegliendolo da una lista di collocamento internazionale.
Ci sono leggi "contro la clandestinità" che si fanno per favorire la clandestinità.
Il dipendente perfetto è quello che deve al proprio datore di lavoro la garanzia di non essere sbattuto in un CPT, quello sottoposto al doppio ricatto di perdere il lavoro ed essere espulso oltre frontiera.
Ci sono leggi che sembrano paradossali, ma in realtà rispondono a una logica ferrea. Quella dell'esclusione per poter includere al minor costo possibile. Quella del profitto spacciato per sicurezza. La stessa logica che porta a gridare "padroni a casa nostra" mentre si appoggiano operazioni di guerra in casa d'altri.
Quelli che per ultimi in Europa si sono sbarazzati di un regime fascista e ne hanno ancora fresca memoria se ne sono accorti che l'Italia sta marcendo al passo dell'oca (no, non è un refuso, marciare è troppa fatica) e ce lo dicono in faccia. Gli spagnoli non ci vanno certo teneri con gli immigrati, men che meno con i clandestini, ma in Spagna non si respira l'aria pesante che asfissia il Paese Semplice, togliendoci l'ossigeno necessario a riconoscere le cose e chiamarle con il loro nome. Colpa dei miasmi della spazzatura, dei gas di scarico, dell'odore di benzina bruciata.
Per onorare le promesse elettorali si è appena istituito un Commissario straordinario ai rom. Le istituzioni si occuperanno degli zingari. Non di cittadini italiani o stranieri, ma di un'etnia. E' un bel salto di qualità, un passo in avanti nella storia a ritroso di questo paese e di questo continente. E possiamo stare certi che ci sarà sempre qualcuno disposto a discuterne... pacatamente, serenamente.


08 maggio 2008

 

Educazione di un neonazista

Un articolo interessante di Giuseppe D'Avanzo da repubblica.it
Raffaele e le anime nere di Verona educazione di un neonazista

06 maggio 2008

 

Arrestati gli aggressori di Nicola Tommasoli

VERONA - Arrestati i cinque estremisti di destra che la notte del primo maggio a Verona hanno ucciso a forza di botte Nicola Tommasoli.

Raffaele Delle Donne, 19 anni
Nicolò Veneri, 19 anni
Guglielmo Corsi, 19 anni
Federico Perini, 20 anni
Andrea Vesentini, 20 anni

da repubblica.it
Verona, presi gli ultimi due naziskin
Silenzio sui calci fatali per Nicola


Figli di buona famiglia

Intanto il neo presidente della camera Fini non perde l'occasione di tacere.
Bruciare una bandiera sarebbe peggio di uccidere un ragazzo senza motivo?
Se la vita di un ragazzo vale meno di una bandiera, quella di un vecchio politico quanto può valere?

05 maggio 2008

 

Verona, una banda di nazisti responsabile del pestaggio

da repubblica.it

Ha confessato un giovane vicino all'estrema destra, già indagato per aggressioni e violenze. Fa parte di gruppi responsabili di raid contro immigrati, meridionali. Altri due ricercati all'estero. Disperate le condizioni di Nicola Tommasoli, il ragazzo massacrato.



da corriere.it

CACCIA AL "DIVERSO" - I tre aggressori individuati dalla polizia, secondo quanto si è appreso negli ambienti investigativi, farebbero parte di un gruppo di giovani di estrema destra, molti dei quali ultrà del Verona (una delle tifoserie considerate a più alto rischio), il cui obiettivo era la «caccia al diverso». Nell'indagine chiusa un anno fa dalla Digos scaligera, che ha portato alla denuncia di 17 ragazzi tra i 17 e i 25 anni, è infatti emerso che le vittime della banda non erano solo extracomunitari ma tutti coloro che in qualche modo venivano visti come non omologabili con le loro idee. A conferma di ciò, le indagini avevano consentito di accertare violenze nei confronti di un giovane che indossava una felpa del Lecce e di due ragazzi appartenenti al centro sociale «Chimica», aggrediti a colpi di spranga. Ancora, la banda sarebbe stata responsabile di un'aggressione ad un giovane seduto sulle scalinate di piazza Erbe, colpevole di danneggiare l'immagine di Verona 'città di classe'. Nel corso delle perquisizioni effettuate un anno fa nelle abitazioni degli indagati, la polizia trovò cinghie, manganelli telescopici ma anche cassette video e dvd che contenevano immagini di pestaggi e documenti e materiale del «Fronte veneto skinheads».

30 aprile 2008

 

Tg tedesco su estremisti di destra

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Molotov contro il centro sociale a Pesaro

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Nella notte fra sabato e domenica una molotov è stata lanciata all'interno del centro sociale Oltrefrontiera di Pesaro.

I danni arrecati sono lievi, ma il fatto è gravissimo.

Qualcuno avrebbe potuto farsi male davvero, come accadde ad esempio ad Andrea Insabato (nella foto a destra con la stampella) autore dell' attentato dinamitardo al Manifesto il 22 dicembre 2000, dove rimase ferito alle gambe.

Attenzione!



immagine tratta da Nazirock
"Bomba con amore"















da il Messaggero:
Molotov al centro sociale, il sindaco: «Fatto grave, rafforziamo i controlli»

 

Nazirock

Nazirock come sdoganare la svastica e i saluti romani
http://www.nazirock.it/



























18 aprile 2008

 

Filmare la storia

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da il resto del carlino

Fano, 18 aprile 2008 - Il 'Premio 25 aprile' della rassegna 'Filmare la storia' è andato a due istituti scolastici del Fanese. Si sono aggiudicati il primo premio gli alunni delle classi superiori dell'istituto tecnico commerciale 'Battisti' di Fano e quelli delle classi terze della scuola media 'Marco Polo' di Lucrezia che sono stati scelti per l'opera multimediale 'Sulle tracce della libertà'.

La giuria ha apprezzato il fatto che gli autori dell'opera hanno realizzato, ''attraverso interviste a partigiani alternate ad un emozionante repertorio di fotografie e immagini di giornali d'epoca, un incalzante e suggestivo percorso nel movimento della Resistenza. La sollecitazione attenta dei ragazzi - si legge in una nota - induce i protagonisti ad un linguaggio semplice e comunicativo, mai retorico o autocelebrativo''.

Interessante anche ''il rilievo dedicato alla resistenza civile e al significativo contributo delle donne, sino alle emozioni della Liberazione e del ritorno a casa''. La premiazione si terrà il 24 aprile a Torino, presso il Museo Diffuso della Resistenza.



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